INTER-NAPOLI 3-1 PATATRACK !
La decapitazione del Napoli a San Siro contro l’Inter va al di là della sconfitta. Sotto di 2 gol dopo appena 5 minuti di gioco, il Napoli ha perso su tutti i fronti, anche su quello dell’orgoglio, eccezion fatta per il Pocho Lavezzi, l’unico che non ci stava a perdere. Certamente l’Inter era troppo superiore agli azzurri per sperare in un risultato positivo, ma almeno si attendeva una partita decorosa, giocata fino allo spasimo. Hanno deluso tutti, dal tecnico a coloro che ne sono stati i diretti protagonisti. Le scellerate scelte di Donadoni non trovano alcuna giustifica. Mandare in tribuna Datolo ha qualche cosa di incredibile, visto che il suo sostituto, Zuniga, ha offerto per l’ennesima volta una prestazione allucinante, e non si venga a dire perchè giocava su una fascia non di sua competenza. Si è di fronte ad incapacità congenite che limitano le prestazioni del calciatore. Stesso discorso per Bogliacino e Gargano. Ma mentre per l’uruguagio c’è l’attenuante che, farlo giocare da regista, è stata pura follia, tenendo in panchina Cigarini, che viceversa è “regista” naturale, per Gargano invece il discorso diventa più complesso. Lo si vede sempre più spesso inserirsi in fase d’attacco e non si capisce se per sua scelta o perchè gli viene imposto. Gargano è un onesto giocatore, uno che deve giocare a centrocampo davanti alla difesa, un incontrista che assolutamente non deve occupare spazi fondamentali in fase di possesso palla. Insomma i gol non devono venire dai piedi di Gargano, che non sono certamente felpati. Basterebbe chiedere consiglio a Reja per capire come utilizzarlo al meglio; d’altronde a Reja si deve la crescita costante del centrocampista sudamericano con continui insegnamenti, quasi da scuola calcio. Non sono serviti gli ingenti impegni economici della società per migliorare il Napoli dello scorso campionato. Per quanto riguarda la prestazione di Hamsik, anche essa sotto tono, va detto con onestà che lo slovacco è un alunno ubbidiente, che riflette in campo le disposizione che gli vengono date dall’allenatore. Si sta scivolando paurosamente indietro, come i gamberi. In 5 gare sono arrivate 3 sconfitte, 1 vittoria ed 1 pareggio. Rispetto allo scorso campionato sono ben 7 i punti in meno con la bellezza di 10 gol incassati. Sono numeri che fanno accapponare la pelle ! Quello che fa più rabbia è che non si fa nulla per cambiare rotta, ognuno assumendosi le proprie responsabilità ed avendo l’umiltà di asserire le proprie colpe. Non è possibile avere racimolato soltanto 4 punti con una rosa a disposizione di tutto rispetto. La presunzione non porta da nessuna parte. Sarebbe ancora più grave difendere delle scelte fatte in un momento di impeto durante lo scorso campionato, quando sarebbe stato più giusto ascoltare consigli di persone che operano nel mondo del calcio da una vita. Insomma se si rimpiange Reja è perchè Donadoni ha avuto tutto il tempo a sua disposizione per capire come far girare al meglio la squadra e non ci è riuscito. Forse le colpe non saranno tutte sue, ma di certo ne è il maggiore responsabile. Sono i punti ottenuti nel finale di stagione dello scorso campionato, e quelli racimolati in queste 5 gare di inizio stagione, che lo condannano. Occorre prendere una saggia decisione prima che sia troppo tardi. C’è bisogno di una svolta coraggiosa da prendere nel più breve tempo possibile. Far passare ulteriore tempo significherebbe rassegnarsi ad una stagione anonima per non dire fallimentare. Il Napoli ed i suoi tifosi meritano ben altro.
LE PAGELLE
DE SANCTIS 5 Sul primo gol non è lesto né di mani né di testa. Per il resto, in verità, può proprio poco.
SANTACROCE 5 In avvio soffre da morire Eto’o. Poi ci mette cuore e anticipo e si risolleva. Sul terzo gol, però, si perde per il cielo Lucio. (15′ st Aronica sv corre pochi rischi con l’Inter ormai appagata).
CANNAVARO 5 Prova a tappare buchi a destra ed a sinistra. Ordinato e, per quello che può valere, senza errori.
CONTINI 5 Passione, impegno sia che gli capiti Milito (poco) che Eto’o. Ma pure lui fatica per colpa d’un centrocampo che non c’è.
MAGGIO 4 Stankovic fa quello che vuole e lui resta basso a guardia di Chivu che neppure avanza. Non si propone mai. O quasi mai. Dal suo piede un solo cross. (23′ st Denis sv A centro o a destra del tridente, ma solo in teoria. Nella pratica non gli arriva mai un pallone).
GARGANO 4 Cambiasso che è dall’altra parte gioca per sé e per i suoi in tutta libertà. Recupera meno palloni del solito, ma in compenso ne regala di più agli avversari. Una nottataccia.
BOGLIACINO 4 È la mossa a sorpresa dell’allenatore azzurro che lo preferisce a Cigarini ma si capisce subito che la cosa non funziona. Sneijder fa di lui quello che vuole. E di organizzazione di un minimo di gioco non se ne parla proprio. (39′ st Pazienza sv Praticamente guadagna la presenza e basta).
HAMSIK 4 Semplicemente assente. Zanetti non deve neppure preoccuparsi di lui tant’è fuori del gioco e della gara. Aveva cominciato bene la stagione, che cosa sta accadendo?
ZUNIGA 4 Vede sfrecciare Maicon davanti a lui e non riesce mai a fermarlo. Semplicemente sovrastato.
QUAGLIARELLA 4,5 Due colpi di testa belli ma senza fortuna nel primo tempo poi più niente. Poi l’ombra di se stesso. Poco servito, è vero, ma anche come sfiduciato.
LAVEZZI 6 Fa gol. Suo l’unico lampo azzurro. E poi ci mette pure impegno e corsa. Ma come sempre parte da lontano e questo non l’aiuta. Prima o poi lo capirà?
DONADONI 4,5 Continua a far marcare a zona sui calci piazzati e prende altri due gol. Inutile e infelice la scelta di Bogliacino e tardiva – per quello che comunque poteva servire)l’entrata del terzo attaccante. Non riesce a raddrizzare barca e squadra.
L’ARBITRO 5,5 Sbaglia sul gol, di Milito, ma la colpa è soprattutto del secondo assistente che non vede il fuorigioco. Per il resto gara corretta e senza storia e questo l’aiuta a fare bene..