NAPOLI-UDINESE 0-0 Il Napoli si inceppa al San Paolo, solo un pari con l’Udinese, il pubblico fischia
Non c’è ancora aria di allarme rosso, ma il pari al San Paolo degli azzurri con l’Udinese e i fischi finali del pubblico spalancano le porte alle prime preoccupazioni della stagione. 0-0, qualche buona occasione sprecata da Lavezzi, Quagliarella e Hamsik, un gol (regolare) annullato a Di Natale e un punto che non consente di essere soddisfatti. Tanta grinta, ma anche tanta confusione: un momento che non facile per un gruppo che sta davvero facendo fatica a trovare equilibri e gioco, penalizzato anche dalle difficoltà della coppia Lavezzi-Quagliarella su cui il club ha puntato con entusiasmo e fiducia pensando al futuro. 
Donadoni si affida a una difesa con Santacroce, Rinaudo e Contini, solito centrocampo a cinque con Zuniga e Datolo esterni e con Gargano, Cigarini ed Hamsik in mezzo al campo e solito attacco manovriero, con Lavezzi e Quagliarella.
Marino risponde con il suo classico 4-3-3. Zapata, Coda, Domizzi e Lukovic bloccano la difesa, mentre Inler, D’Agostino e Isla, a centrocampo, sostengono le tre frecce d’attacco Pepe, Floro Flores e Di Natale.
Gli azzurri, almeno sul piano dell’impegno e dell’agonismo sembrano rispondere adeguatamente agli ‘appellì venuti in settimana da Castelvolturno, dove Donadoni prima e Quagliarella poi avevano esortato tutti a rimboccarsi le maniche e a dare il massimo per superare il momento difficile. L’Udinese recrimina per un gol segnato nel primo tempo da Di Natale ed annullato dall’arbitro Saccani su segnalazione del guardalinee.
Le immagini televisive dimostrano che il capocannoniere batte in rete da posizione regolare anche se, prima del suo colpo risolutivo, l’assistente di linea aveva già alzato la bandierina per segnalare una irregolarità. Donadoni mantiene per tutta la partita una tattica prudente ed il Napoli riesce a non offrire mai il fianco scoperto al micidiale contropiede dei friulani.
Alla fine il risultato può considerarsi giusto, anche se il Napoli nel corso della gara sfiora un maggior numero di volte il gol.
LE PAGELLE
DE SANCTIS 6 Attento stavolta. E reattivo sulle due conclusioni bianconere più pericolose. Un’ombra sul gol di Di Natale per sua fortuna poi negato da Saccani.
SANTACROCE 6 Ha un avversario scomodo, ma puntando molto – e a volte pure troppo – sull’anticipo riesce a farsi quasi sempre rispettare. Tradito dai crampi nel finale. (27’ st Hoffer sv Mai in partita. Praticamente assente).
RINAUDO 5,5 Usa troppo spesso le maniere forti per fermare Floro Flores. Poi s’infortuna ed esce. (6’ st Cannavaro 6 Sicuro, preciso sia di piede che di testa si riprende immediatamente il posto).
CONTINI 5,5 Datolo gli fa da filtro per Pepe e lui può fare più il centrale. Qualche errore e qualche rischio nel finale.
ZUNIGA 5,5 Fa l’esterno ma non si propone mai. Resta dietro la linea del pallone e quando gli capita d’arrivare al tiro sbaglia.
GARGANO 5,5 Il bello e il brutto della squadra. Irrinunciabile per dinamismo e recupero di palla ma anche criticabile per lo spazio che ruba a Cigarini e i palloni che poi lascia agli avversari.
CIGARINI 5 Inutile pretendere che in poco tempo acquisti personalità e capacità di governare la partita. Mai un cambio di passo. Mai un cambio di gioco.
HAMSIK 5 Trasformato. E purtroppo in negativo. Pochi recuperi e pochi suggerimenti. E poi clamorosi errori sotto porta. Passi indietro rispetto alle prime partite.
DATOLO 6,5 Il migliore per interpretazione del ruolo e per qualità di gioco. Nel finale per un po’ finisce per fare il terzino basso e con Sanchez va subito in crisi. (38’ st Grava sv Tiene Sanchez e assicura protezione sulla fascia).
LAVEZZI 5,5 Torna, taglia, va sul fondo e crossa e in un paio di occasioni arriva bene al tiro. Peccato che il meglio di sé l’offra solo nel finale.
QUAGLIARELLA 5 La malanotte non è colpa dell’antico amore bianconero. No, è che ancora una volta è malservito e quando poi ha sul piede il pallone buono per il tiro fa cilecca.
DONADONI 5 Prepara la partita ma dimentica di dire ai suoi d’essere arrabbiati. Nella ripresa prova a cambiare tutto ma non si capisce perché preferisca Hoffer a Denis e perché non metta Quagliarella sulla destra del tridente. E che rischi, seppure per poco, quel Datolo terzino.
L’ARBITRO 6 Gol-non gol quello di Di Natale, ma se c’è errore non è certo il suo bensì dell’assistente. Esperienza, posizione e buona corsa.